• BUSCOFOKUS 20 COMPRESSE RIVESTITE 200MG
BUSCOFOKUS 20 COMPRESSE RIVESTITE 200MG

BUSCOFOKUS 20 COMPRESSE RIVESTITE 200MG

Indicato negli adulti per il trattamento sintomatico di breve durata del dolore acuto da lieve a moderato.

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10,90 €

: 047939020

Il farmaco è indicato negli adulti per il trattamento sintomatico di breve durata del dolore acuto da lieve a moderato e dell'infiammazione come dolore muscolo-scheletrico, mal di schiena, mal di denti, dolore dentale, dolore dopo estrazione dentale, dolore mestruale, mal di testa, dolore associato al raffreddore e all'influenza.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni compressa rivestita con film contiene 200 mg di dexibuprofene.

ECCIPIENTI

Nucleo della compressa: ipromellosa, cellulosa microcristallina, calcio carmelloso, silice colloidale anidra, talco. Materiale del film di rivestimento: ipromellosa, biossido di titanio (E171), triacetina, talco, macrogol 6000.

CONTROINDICAZIONI / EFFETTI SECONDARI

Dexibuprofene non deve essere somministrato ai pazienti: con ipersensibilita' al principio attivo, a qualsiasi altro FANS o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Nei quali, sostanze con un'azione simile (ad es. acido acetilsalicilico o altri FANS) scatenano attacchi di asma, broncospasmo, rinite acuta o causano polipi nasali, orticaria o edema angioneurotico. Che presentano anamnesi di sanguinamento o perforazione gastrointestinale, correlata ad una precedente terapia con FANS. Con in atto o con storia di ulcera peptica/emorragia ricorrente (due o piu' episodi distinti di ulcerazione o sanguinamento comprovati). Con disturbi emopoietici non chiariti. Con sanguinamento cerebrovascolare o altri sanguinamenti in corso. Con morbo di Crohn attivo o colite ulcerosa attiva. Con insufficienza cardiaca grave (Classe IV della New York Heart Association, NYHA). Con disfunzione renale grave (GFR <30 ml/min). Con disidratazione grave (causata da vomito, diarrea o insufficiente apporto di liquidi). Con funzionalita' epatica gravemente ridotta. Durante l'ultimo trimestre di gravidanza.

POSOLOGIA

Posologia. Il dosaggio deve essere regolato in base alla gravita' del disturbo e ai problemi del paziente. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della dose minima efficace per la durata di trattamento piu' breve possibile necessaria per controllare i sintomi. La dose giornaliera massima raccomandata e' di 600 mg di dexibuprofene, suddivisa fino a tre singole dosi da 200 mg. L'intervallo tra una dose e l'altra non deve essere inferiore a 6 ore. La dose giornaliera massima per la dispensazione senza prescrizione medica e' di 600 mg di dexibuprofene (3 compresse del medicinale) nelle 24 ore. Le compresse possono essere divise in dosi uguali. La compressa deve essere posizionata su una superficie rigida e premuta con due dita, indice o pollice, per essere divisa. Popolazione pediatrica. Non sono stati condotti studi sull'uso di dexibuprofene nei bambini e negli adolescenti (<18 anni): la sicurezza e l'efficacia non sono state stabilite e quindi non e' raccomandato l'uso in queste fasce di eta'. Anziani. Negli anziani non sono richieste particolari modifiche del dosaggio. Tuttavia, devono essere prese in considerazione una riduzione e una valutazione della dose individuale a causa dell'aumentata suscettibilita' degli anziani alle reazioni avverse del tratto gastrointestinale (GI). Disfunzione epatica. I pazienti che presentano disfunzione epatica da lieve a moderata devono iniziare la terapia a dosi ridotte ed essere strettamente controllati. Disfunzione renale. Nei pazienti con funzionalita' renale compromessa in modo da lieve a moderato la dose iniziale deve essere ridotta. Modo di somministrazione Le compresse rivestite con film possono essere assunte con o senza cibo. In generale, i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) vengono preferibilmente assunti con un pasto per ridurre l'irritazione gastrointestinale, in particolare nel caso di uso cronico. Tuttavia, in alcuni pazienti, e' prevedibile un ritardo nell'insorgenza dell'azione quando le compresse vengono assunte con i pasti o immediatamente dopo i pasti. Durata del trattamento Se le condizioni non migliorano entro 4 giorni (3 giorni se e' presente la febbre), si consiglia al paziente di consultare il medico.

AVVERTENZE

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della dose minima efficace per la durata di trattamento piu' breve possibile necessaria per controllare i sintomi. Si consiglia cautela nei pazienti: con lupus eritematoso sistemico e diverse malattie del tessuto connettivo in quanto vi e' un maggior rischio di sviluppare meningite asettica. Con patologia congenita del metabolismo porfirinico (ad esempio porfiria acuta intermittente). Con storia di patologie gastrointestinali o patologie infiammatorie croniche intestinali (colite ulcerosa e morbo di Crohn). Con ipertensione e (o) insufficienza cardiaca da lieve a moderata poiche' sono state segnalate ritenzione di liquidi ed edema in associazione alla terapia con FANS. Con danno renale poiche' la funzione renale puo' peggiorare ulteriormente. Con disfunzione epatica. Subito dopo interventi chirurgici importanti. Con rinite allergica, polipi nasali o malattie croniche ostruttive polmonari, dato che esiste un maggior rischio di reazioni allergiche. Queste possono presentarsi come attacchi d'asma (la cosiddetta asma analgesica), edema di Quincke o orticaria. Altri FANS. L'uso concomitante di dexibuprofene con altri FANS, compresi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2, deve essere evitato. Anziani. Gli anziani presentano una frequenza maggiore di reazioni avverse ai FANS, specialmente sanguinamento e perforazione gastrointestinale che possono essere fatali. Rischi gastrointestinali. Emorragia, ulcerazione e perforazione gastrointestinale, talvolta fatali, sono state segnalate, in qualsiasi fase del trattamento, con l'utilizzo di tutti i FANS, con o senza sintomi prodromici o una storia pregressa di eventi gastrointestinali gravi. Il rischio di ulcerazione o perforazione o emorragia gastrointestinale, aumenta con piu' altedosi di FANS, nei pazienti con storia di ulcera, in particolare se complicata da emorragia o perforazione, alcolismo e nei pazienti anziani.  Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la piu' bassa dose disponibile. Una terapia concomitante con agenti protettori (per es.misoprostolo o inibitori della pompa protonica) deve essere presa in considerazione per questi pazienti e anche per i pazienti che assumono in concomitanza basse dosi di acido acetilsalicilico o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali. I pazienti con anamnesi di tossicita' gastrointestinale, in particolare quando anziani, devono segnalare qualsiasi sintomo addominale (specialmente emorragia gastrointestinale), in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Si raccomanda cautela nei pazienti in trattamento concomitante con farmaci che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come i corticosteroidi orali, gli anticoagulanti orali o parenterali (ad es. eparina o suoi derivati, antagonisti della vitamina K, come acenocumarolo o warfarin e anticoagulanti orali non-vitamina Kantagonisti, come rivaroxaban, apixaban o dabigatran), inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o agenti antipiastrinici come l'acido acetilsalicilico. Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale nei pazienti che assumono il medicinale, il trattamento deve essere sospeso. I FANS devono essere somministrati con cautela ai pazienti con storia di malattia gastrointestinale infiammatoria (colite ulcerosa, morbo di Crohn) in quanto la loro condizione puo' peggiorare. Ipersensibilita' Come per altri FANS, possono verificarsi reazioni allergiche, comprese reazioni anafilattiche/anafilattoidi, anche in assenza di precedente esposizione al farmaco. Gravi reazioni da ipersensibilita' acuta (ad es. shock anafilattico) si verificano molto raramente. Ai primi segni di una reazione di ipersensibilita' in seguito all'assunzione di ibuprofene, la terapia deve essere sospesa. Le misure mediche richieste sulla base dei sintomi devono essere effettuate da personale esperto. Effetti respiratori. Nei pazienti affetti da o con storia pregressa di asma bronchiale o malattie allergiche puo' verificarsi broncospasmo. Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari. Peri pazienti con anamnesi di ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata sono necessari monitoraggio e consigli adeguati, poiche' in associazione alla terapia con FANS sono stati segnalati ritenzione di liquidi ed edema. Studi clinici suggeriscono che l'uso di ibuprofene specialmente ad alte dosi (2400 mg/die), puo' essere associato a un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad esempio infarto miocardico o ictus). In generale, gli studi epidemiologici non suggeriscono che basse dosi di ibuprofene (ad es. <= 1200 mg al giorno) siano associate a un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. Sebbene vi siano dati limitati sul rischio trombotico arterioso di dexibuprofene, e' ragionevole ipotizzare che il rischio con dexibuprofene ad alte dosi (1200 mg/die) sia simile a quello associato ad ibuprofene ad alte dosi (2400 mg/die). I pazienti affetti da ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia (NYHA II-III), cardiopatia ischemica accertata, arteriopatia periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con dexibuprofene solo dopo attenta valutazione e dosi elevate (1200 mg/die) devono essere evitate. Occorre inoltre fare attenzione prima di iniziare il trattamento a lungo termine di pazienti che presentano fattori di rischio per eventi cardiovascolari (ad es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo di sigaretta), in particolare se sono necessarie alte dosi di dexibuprofene (1200 mg/die). Effetti renali ed epatici. E' necessario prestare attenzione nei pazienti affetti da malattia epatica e renale; e' necessario tenere conto del rischio di ritenzione di liquidi, edema e deterioramento della funzionalita' renale. In caso di trattamento di questi pazienti con il dexibuprofene, deve essere impiegata la piu' bassa dose possibile e la funzionalita' renale deve essere regolarmente controllata. Come per gli altri FANS, il dexibuprofene puo' essere associato ad effetti avversi sul sistema renale, che possono portare a glomerulonefrite, nefrite interstiziale, necrosi papillare renale, sindrome nefrosica e insufficienza renale acuta. Come per tutti i FANS, dexibuprofene puo' aumentare i valori di azotemia e creatininemia. Come per gli altri FANS, dexibuprofene puo' causare lievi aumenti transitori di alcuni parametri epatici e anche aumenti significativi dei livelli delle SGOT e SGPT. In caso di aumento consistente di questi parametri, la terapia deve essere interrotta. In generale, l'uso abituale di analgesici, in particolare la combinazione di diversi farmaci analgesici, puo' condurre a lesioni renali durature con il rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).

EFFETTI INDESIDERATI

L'esperienza clinica ha dimostrato che il rischio di effetti indesiderati indotti da dexibuprofene e' ampiamente paragonabile a quello dell'ibuprofene racemico. Gli eventi avversi piu' comuni sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o sanguinamento gastrointestinale, talvolta fatale, in particolare negli anziani. Gli eventi avversi sono prevalentemente dipendenti dalla dose e variano individualmente, in particolare il rischio di insorgenza di effetti indesiderati gastrointestinali dipende dall'intervallo del dosaggio e dalla durata del trattamento. Alcuni degli effetti indesiderati sottoindicati sono meno frequenti quando la dose massima giornaliera e' di 600 mg di dexibupropfene se si confronta la terapia a dosi elevate rispetto alla terapia a lungo termine, ad es. nei pazienti reumatici. Molto comune: >=1/10 Comune: da >=1/100 a <1/10 Non comune: da >=1/1.000 a <1/100 Raro: da >=1/10.000 a <1/1.000 Molto raro: <1/10.000 Non nota: la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili. Infezioni e infestazioni. Molto raro: Þ stato descritto l'aggravamento delle infiammazioni correlate ad infezione (ad es. Sviluppo di fascite necrotizzante) durante l'uso di fans. Ci= Þ probabilmente associato al meccanismo d'azione dei fans. Pertanto, se si verificano segni di infezione o questi peggiorano durante l'uso del medicinale, si raccomanda di consultare immediatamente il medico. L'eventualitè di un'indicazione per una terapia anti-infettiva/antibiotica deve essere valutata. In casi eccezionali, possono verificarsi infezioni cutanee gravi e complicanze ai tessuti molli durante l'infezione da varicella. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto raro: disturbi emopoietici (anemia, leucopenia, trombocitopenia, pancitopenia, agranulocitosi). I primi segni sono: febbre, mal di gola, ulcere superficiali della bocca, sintomi simil-influenzali, grave spossatezza, sanguinamento nasale e cutaneo. In questi casi, il paziente deve essere informato di interrompere immediatamente il farmaco, di evitare qualsiasi automedicazione con analgesici o antipiretici e di consultare un medico. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: reazioni di ipersensibilitÓ con eruzioni cutanee e sensazione di prurito, nonchÚ attacchi di asma (con possibilità di riduzione della pressione arteriosa). In questo caso, il paziente deve essere istruito a informare immediatamente un medico e a non assumere pi¨ il medicinale; molto raro: gravi reazioni di ipersensibilità generale. Possono variare da edema facciale, tumefazione della lingua, tumefazione della laringe interna con costrizione delle vie aeree, respiro affannoso, tachicardia e riduzione della pressione arteriosa fino a shock pericoloso per la vita. Asma aggravata. In caso di insorgenza di uno qualsiasi di questi sintomi, che potrebbero verificarsi anche dopo la prima dose, occorre rivolgersi immediatamente al medico. Disturbi psichiatrici. Molto raro: reazione psicotica, depressione. Patologie del sistema nervoso. Non comune: disturbi nervosi centrali come cefalea, capogiri, insonnia, agitazione, irritabilitÓ o stanchezza; molto raro: meningite asettica. Patologie dell'occhio. Non comune: disturbi visivi. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Raro: tinnito, udito compromesso dopo un trattamento pi¨ lungo. Patologie cardiache. Molto raro: edema, palpitazioni, insufficienza cardiaca. Studi clinici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, in particolare a una dose elevata (2400 mg/die), pu= essere associato a un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad esempio infarto miocardico o ictus). Sebbene vi siano dati limitati sul rischio trombotico arterioso di dexibuprofene, Þ ragionevole ipotizzare che il rischio con dexibuprofene ad alte dosi (1200 mg/die) sia simile a quello associato aibuprofene ad alte dosi (2400 mg/die). Patologie vascolari. Molto raro: ipertensione arteriosa, vasculite. Patologie gastrointestinali. Comune: disturbi gastrointestinali come dolore addominale, nausea, dispepsia, diarrea, flatulenza, stipsi, bruciore di stomaco, vomito e lievi perdite ematiche gastrointestinali che possono causare anemia in casi eccezionali; non comune: ulcere gastrointestinali, perforazione o emorragia gastrointestinale, gastrite, stomatite ulcerosa, aggravamento della colite e morbo di crohn; molto raro: esofagite, pancreatite, formazione di stenosi intestinali simili a diaframmi. Si deve istruire il paziente a interrompere l'assunzione del medicinale e a consultare immediatamenteil medico se si manifesta un dolore relativamente grave all'addome superiore, melena o ematemesi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: eruzioni cutanee; molto raro: eritema multiforme, alopecia, reazioni di fotosensibilitÓ, reazioni bollose comprese sindrome di stevens-johnson, necrolisi epidermica tossica acuta (sindrome di lyell); non noto: reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome dress). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto raro: broncospasmo (prevalentemente nei pazienti asmatici), aggravamento dell'asma. Patologie renali e urinarie. Raro: danno renale (necrosi papillare), concentrazioni elevate di urea nel sangue e concentrazioni elevate di acido urico nel sangue; molto raro: formazione di edemi, in particolare nei pazienti affetti da ipertensione arteriosa o insufficienza renale, nefrite interstiziale, sindrome nefrosica o danno renale. La funzione renale deve essere controllata regolarmente durante il trattamento prolungato. Patologie epatobiliari. Raro: alterazioni delle funzioni epatiche (solitamente reversibili); molto raro: disfunzione epatica, danno epatico, specialmente durante il trattamento a lungo termine, insufficienza epatica, epatite acuta e itterizia. Tuttavia, i dati disponibili sulla meningite asettica correlata ai FANS indicano una reazione da ipersensibilita' (a causa di una relazione temporale con l'assunzione del farmaco e la scomparsa dei sintomi dopo l'interruzione del farmaco). Si noti che, durante il trattamento con ibuprofene, sono stati osservati singoli casi di meningite asettica (come collo rigido, cefalea, nausea, vomito, febbre o disorientamento) in pazienti affetti da preesistenti disturbi autoimmuni (come lupus eritematoso sistemico, diverse malattie del tessuto connettivo). Segnalazione di reazioni indesiderate sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzohttps://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazio  ni-avverse.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza. L'inibizione della sintesi delle prostaglandine puo' influire negativamente sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio/fetale. I dati degli studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto spontaneo, malformazione cardiaca e gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle fasi iniziali della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazione cardiovascolare e' aumentato da meno dell'1%, fino a circa l'1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli animali, e' stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine aumenta una perdita pre- e post-impianto e letalita' embrio-fetale. Inoltre, sono state segnalate maggiori incidenze di varie malformazioni, incluse quelle cardiovascolari, negli animali che hanno ricevuto un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, i FANS non devono essere somministrati se non strettamente necessario. Se i FANS vengono usati durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, si deve utilizzare la dose minima per la durata di trattamento piu' breve possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare), disfunzione renale, che puo' progredire a insufficienza renale con oligo-idroamniosi e puo' esporre la madre e il neonato, al termine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che puo' verificarsi anche a dosi molto basse, inibizione delle contrazioni uterine con conseguente travaglio ritardato o prolungato. Di conseguenza, il dexibuprofene e' controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Allattamento. Ibuprofene viene leggermente escreto nel latte umano. L'allattamento al seno e' possibile con dexibuprofene se il dosaggio e' basso e il periodo di trattamento e' breve.Fertilita'. I farmaci noti nell' inibizione della sintesi delle prosta glandine / cicloossigenasi possono compromettere reversibilmente la fertilita' e non sono raccomandati nelle donne che stanno tentando di concepire. Nelle donne che hanno difficolta' a concepire o che sono sottoposte a indagine sull'infertilita', e' necessario prendere in considerazione l'interruzione del dexibuprofene.
 

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Riferimenti Specifici